Comuni italiani: è in arrivo la service tax
Entro fine ottobre il governo porterà in consiglio dei ministri e poi in Commissione bicamerale l’atteso decreto correttivo del dlgs sul fisco comunale. Il provvedimento dovrà modificare tutti i nodi problematici lasciati aperti dal dlgs n. 23/2011 e istituire la cosiddetta service tax. Un nuovo tributo che accorperà in un unico prelievo diverse imposte (rifiuti, servizi idrici, trasporti) legate tutte alla fruizione dei servizi comunali.
L’annuncio viene dal presidente della Bicamerale, Enrico La Loggia, intervenuto al convegno annuale sulla finanza locale organizzato da Legautonomie a Viareggio: entro fine ottobre il governo varerà l’atteso decreto correttivo per i nodi lasciati aperti dal decreto legislativo del marzo scorso sul federalismo fiscale municipale.
Lo scopo è soprattutto quello di ripristinare il legame tra il comune e il contribuente-elettore, saltato con l’esenzione Ici. I proprietari delle prime case infatti sono residenti e quindi elettori nello stesso comune. Lasciando l’Ici solo sulle seconde abitazioni (non di residenza) si è spezzata invece questa identità e chi paga l’Ici in un comune spesso vota altrove. E’ venuto meno quel meccanismo virtuoso per il quale l’amministrazione comunale poteva essere premiata o punita col voto per l’uso che faceva del prelievo fiscale.
Da questo punto di vista la service tax sarebbe un’alternativa alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, molto gradita ai sindaci, ma assolutamente fallimentare in termini di consenso popolare soprattutto nella prospettiva di prossime elezioni.
Ma i correttivi che probabilmente troveranno posto nel prossimo decreto non si fermano qui. Esclusa la resurrezione dell’Ici, lo stesso La Loggia sostiene che “di sicuro bisogna trovare un meccanismo più equo a garanzia dei comuni”. Significa, in pratica, che servono fonti di gettito alternative per salvare le finanze locali. Ad esempio l’aggiornamento degli estimi che darebbe ai comuni una base impositiva più equa e stabile rispetto alla semplice revisione delle rendite, già proposta dal governo. E si parla di anticipo dell’Imu al 2012 e mini patrimoniale. Insomma, si prospettano tempi duri per i proprietari di casa…
(Fonte: VirgilioEconomia)


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