Consigli per uno stile di vita eco-compatibile

Uno stile di vita eco-compatibile si può raggiungere adottando semplici cambiamenti che possono davvero fare la differenza, sia per l’ambiente che per le nostre tasche e nostra la salute. Vediamone alcuni:

L’utilizzo di detergenti “verdi”  riduce l’inquinamento sia dentro che fuori  casa. I prodotti chimici, si sa, sono dannosi per l’ambiente e per la salute, quindi l’utilizzo di prodotti ecologici oltre a far bene all’ambiente, riduce notevolmente il rischio di asma e allergie.

Evitare di mangiare carne almeno un giorno alla settimana.
Di primo impatto potrebbe non sembrare un vero consiglio “verde” , ma consumare un pasto senza carne (in una famiglia di quattro persone) ha lo stesso impatto che guidare una vettura ibrida.  L’allevamento del bestiame, infatti, produce grandi quantità di gas inquinanti e quindi riducendo la produzione,  anche solo per una notte alla settimana, farebbe  una grande differenza.

Isolare bene la propria casa.
Evitare dispersioni termiche su muri, porte e finestre  permette di scaldare meno e quindi risparmiare un buon 20-30% di energia (oltre che di emissioni nocive). Se mettere i doppi vetri o comprare pannelli isolanti per le pareti non rientra nel vostro budget, ci sono piccoli trucchi, poco dispendiosi e veramente alla portata di tutti. Ad esempio, applicare un film trasparente termoisolante sulle finestre. E’ una scelta più economica rispetto al doppio infisso che consente, comunque, di ridurre la dispersione di calore.
Un altro consiglio è quello di isolare il cassonetto degli avvolgibili: durante la stagione invernale, infatti, l’aria fredda tende a infilarsi nelle fessure del legno penetrando in casa e raffreddando gli ambienti. Ancora: isolate porte e serramenti. Ogni spiffero equivale a una perdita di calore e pertanto a un maggiore consumo di gas per riscaldare la casa. Non coprite i caloriferi con tende, mobili o rivestimenti. Il calore non si propaga nella stanza lasciandola fredda. In caso di caldaie autonome con termostato questo fattore aumenta di gran lunga il consumo di gas.

Toglietevi le scarpe in ingresso: questo piccolo accorgimento eviterà che portiate in casa lo sporco esterno, con un doppio beneficio: dovrete lavare meno i pavimenti (meno fatica) e in più consumerete meno detergenti (risparmio ambientale ed economico!).

Non buttate i vestiti vecchi, regalateli!
Secondo alcune stime, per ogni capo di abbigliamento che viene donato ad associazioni di carità, vengono risparmiati 27 kg di emissioni di anidride carbonica..

Cercate di ridurre  l’ uso di insetticidi e pesticidi.
Per controllare i parassiti, la prevenzione è sicuramente la soluzione migliore. Siate meticolosi nel togliere briciole e residui di cibo dalla cucina e cercate di tappare ogni più piccolo buchetto da cui potrebbero entrare insetti in casa. questo eviterà che dobbiate affidarvi a sostanze chimiche nocive per debellare tarme, scarafaggi e formiche.
Risparmiate acqua e risparmierete denaro.  Fare docce più brevi abbasserà le bollette sia dell’acqua che del gas. Inoltre, se potete, installate una doccia a basso flusso: non costano molto e il risparmio di acqua ed energia ripagherà rapidamente l’investimento.
Per il vostro giardino piantate vegetali resistenti alla siccità: questo ridurrà la frequenza dell’ innaffiatura e di conseguenza il consumo di acqua.

Jennifer Aniston compra casa a Bel Air

E’ di questi giorni la notizia che Jennifer Aniston, diventata famosa prima come Rachel, la protagonista della serie televisiva Friends, e poi come moglie di Brad Pitt, ha acquistato una casa a Bel Air per la modica cifra di 22 milioni di dollari… La Aniston non ha voluto fare commenti sull’acquisto, ma si è affrettata a smentire le voci su una sua presunta gravidanza accanto all’attuale fidanzato, il poliedrico Justin Therouz, con il quale, appunto, avrebbe concluso l’affare.
Sei mesi fa l’attrice aveva venduto la sua casa di Beverly Hills per 36 milioni di dollari, pur avendola acquistata nel 2006 per circa 13 milioni e dimostrando, così, un ottimo “fiuto” per l’immobiliare.

La casa di Bel Air, appartenuta al magnate del Real Estate americano Robert Maguire, ha una superficie di circa 800 mq e comprende quattro camere da letto, sette bagni, tre ettari di terreno in parte coltivati a vigneto e un’ ampia dependance per gli ospiti. C’è anche, naturalmente, una piscina dal design moderno e in linea con l’architettura generale della casa, oltre a una magnifica vista panoramica sull’oceano. Gli spazi interni hanno pavimenti in parquet color miele e grandi pareti interamente dipinte di bianco a cui fanno da contrappunto accenti di vivaci colori come la colonna blu cobalto del camino nel soggiorno o quella rossa della camera padronale. Al tutto si accompagnano luminose finestre a tutta altezza ed eleganti porte scorrevoli. Il retro della casa si apre su balconi e terrazze naturali con vista sulla città e sul paesaggio montano. Un ampio prato digrada verso la piscina (con idromassaggio) che si trova su un declivio posto più in basso, fra la casa e la vigna.
Oltre alla bellezza naturale del luogo e all’eleganza della proprietà, costruita nel 1965 dal famoso architetto Quincy Jones, la Aniston potrà vantare, come suoi nuovi vicini, star del calibro di Hugh Hefner, Nicholas Cage, e Lauren Bacall..

Pressione fiscale e andamento del mercato immobiliare

Secondo il Borsino Immobiliare presentato nei giorni scorsi da Confedilizia,  il 2011 ha registrato un progressivo ” effetto depressivo su un mercato sostanzialmente stabile” (fatte le dovute distinzioni in relazione a singole zone e con riferimento alle varie tipologie di immobili), anche per via del crescente aggravio fiscale che ha colpito gli immobili soprattutto nel secondo semestre dell’anno. L’effetto rilevato sulla compravendita residenziale si è   immediatamente trasmesso anche all’investimento in immobili a scopo di locazione.  ”Attualmente”,  spiega  Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, ” i contratti di locazione sono in caduta, in mancanza della determinazione da parte dei Comuni dell’aliquota Imu per gli immobili locati: cio’ che genera una pesante situazione di incertezza, che condiziona il settore e che potra’ essere foriera di consistenti effetti sociali”.

E se l’anno appena trascorso si è chiuso in forte contrazione, cosa possiamo aspettarci per il 2012?  Per i prossimi mesi Confedilizia prevede una situazione di sostanziale stasi nel mercato della compravendita, che potrà far registrare andamenti di segno positivo solo in limitate aree, caratterizzate da attrattività di tipo particolare, come centri storici delle città d’arte e rinomate località di villeggiatura. L’associazione fa riferimento anche alla difficile situazione del credito: “Nel settore, la situazione di crescente disagio sociale, in mancanza di una ripresa dell’economia, peserà soprattutto a riguardo dei mutui”. Il mercato della locazione potra’ parzialmente riprendersi sole se l’aggravio fiscale possa essere compensato con “l’adozione di urgenti provvedimenti che, introducendo nel settore una forte flessibilita’ contrattuale, ne determinino uno sblocco, con conseguente crescita degli investimenti nel particolare comparto”.

La crisi economica europea foraggerà il mercato immobiliare americano?

Mappa delle città americane più richieste dagli investitori europeiDal sito online di  Forbes, riportiamo un articolo piuttosto interessante che esamina il modo in cui la bolla immobiliare statunitense abbia costituito un’ interessante opportunità di investimento per gli “house hunters” internazionali.  Nel 2011, infatti,  sono stati acquistati  immobili da parte di acquirenti stranieri per un valore di circa 41 milioni di dollari.  Basti pensare al fatto che le tre proprietà più costose del mercato immobiliare statunitense sono state acquistate da milionari russi e britannici. Inoltre, confrontando  le ricerche effettuate su Trulia.com, uno dei maggiori portali immobiliari americani,  da parte di persone provenienti dai paesi mebri dell’ Unione Europea, si nota, rispetto all’inizio del 2011, un picco di interesse da parte della Grecia che va oltre il  17%.  E’ vero che sono sicuramente molteplici i fattori che possono spiegare i dati rilevati, ma anche la semplice osservazione di questa statistica suggerisce che molti investitori europei stanno guardando al mercato immobiliare americano come un luogo sicuro dove investire i loro soldi.
Nella tabella sottostantea viene riportata la variazione  (in percentuale) dell’interesse dei primi 10 paesi dell’euro zona nei confronti del mercato immobiliare americano nel  2011:

1 Grecia 17,8%
2 Italia 7,2%
3 Spagna 3,1%
4 Francia -6,2%
5 Germania -12,0%
6 Belgio -14,3%
7 Austria -14,4%
8 Finlandia -15,7%
9 Irlanda -19,5%
10 Paesi Bassi -27,5%

Nell’analisi si riporta anche un tracciato delle città che risultano più popolari nell’interesse degli investitori: ai primi posti ci sono  Los Angeles, New York e Miami – che sono poi le aree metropolitane al centro del commercio e degli affari internazionali. Cliccando qui è possibile visionare una mappa interattiva che illustra quali città americane vengono preferite dai vari paesi europei.
Jed Kolko (@ jedkolko), economista di Trulia.com, ha commentato che “Sarà interessante vedere come l’Unione Europea cercherà di risolvere la crisi economica e in che modo questo influenzerà il mercato immobiliare americano: se la crisi europea si trasformerà in recessione, gli europei avranno meno disponibilità di denaro per quasi tutto, anche per l’immobiliare. Ma,” ha proseguito ” per quegli europei che sono ancora in grado di investire, le attività americane, compreso l’immobiliare, potrebbero rivelarsi investimenti più sicuri rispetto ad altri” .

In altre parole, la crisi finanziaria in Europa potrebbe realmente incoraggiare le persone ad investire nel mercato immobiliare statunitense.

Potete leggere l’articolo originale qui

(Fonte: Forbes.com e Trulia.com)

Come sistemare l’ufficio in casa

Siete alla disperata ricerca di uno spazio per organizzare un piccolo ufficio in casa? Quell’angolo del tavolo da pranzo che usate di solito non riesce più a contenere tutte le vostre scartoffie? Ok. E’ il momento di guardarsi in giro e trovare un posto più adeguato per pc e cartelline varie… Avete un armadio da qualche parte che non è proprio stipato al massimo o dove tenete vecchie cose che potrebbero finire in cantina se solo vi riuscisse di trovare il coraggio una volta per tutte?   Ecco. Quello potrebbe diventare il vostro ufficio in casa.

Non è così strano se ci pensate bene. Naturalmente ci vuole un po’ di tempo e un po’ di fantasia.. ma si può fare! Se l’armadio è poco utilizzato va da se’ che sia perchè piuttosto piccolo o magari un po’ vecchiotto.. quindi bisogna cercare di usare lo spazio in modo saggio e intelligente. Avrete sicuramente bisogno di un punto d’appoggio piano (una piccola scrivania o un banchetto andranno benissimo) e qualche sorta di scaffalatura che possa contenere fogli, cartelline, carte e appunti.

Per quanto riguarda la scrivania potete acquistarla presso una di quelle aziende a basso costo che ne propongono alcune assolutamente contenute, sia in termini di costi che di ingombro. Oppure potete decidere di assemblarla voi stessi sempre affidandovi a kit già pronti che potete trovare nei grandi magazzini dedicati al fai-da-te. In questo caso optate per un legno abbastanza robusto, soprattutto se pensate di appoggiare sul piano oggetti delicati come computer o altro. Per quanto riguarda la sedia compratene una pieghevole in modo da poterla tranquillamente riporre nell’armadio una volta finito il lavoro oppure usatene una che sia già presente nella stanza dove sistemerete il vostro “ufficio”.

A questo punto avrete bisogno di una presa elettrica per poter collegare un punto luce, il computer, la stampante..  Fare un piccolo foro nel legno per far passare dei cavi non è troppo complicato, ma se pensate di non essere in grado, chiamate il vostro elettricista: non ci metterà più di mezz’ora per fare il lavoro e rendere operativa la vostra postazione.

Adesso che avete tutto pronto potete pensare all’organizzazione dello spazio. Se avete utilizzato delle mensole preesistenti nell’armadio, cercate di sfruttarle al massimo usando contenitori per ufficio, cestini, faldoni e tutto ciò che vi permetta di utilizzare anche il più piccolo angolo libero. Potete anche usare una parte della parete di fondo dell’armadio per attaccare i vostri appunti volanti con delle puntine che sono perfette per il legno oppure sistemarci sopra una lavagnetta magnetica che sia adatta allo scopo.  Se vi sembra che lo spazio sia un po’ “costretto” create una piccola illusione di profondità sistemando uno specchio sulla parete di fronte a voi: l’effetto è garantito! Anche l’uso del colore può aiutare a rendere il vostro vecchio armadio molto più carino e gradevole all’occhio. Le foto mostrano qualche esempio davvero accattivante! Chi non lavorerebbe volentieri in una postazione così?  E la cosa più bella in tutto questo è che una volta finito il lavoro, potrete semplicemente chiudere le porte dell’armadio e dimenticarvene! Se per caso la scrivania dovesse sporgere, potete decidere di togliere del tutto le porte e chiudere l’ingresso con una tenda. Ce ne sono di molto belle, con tessuti così particolari da riuscire ad aggiungere fascino e creatività al vostro angolo ufficio. Qualunque cosa scegliate di mettere nell’armadio-ufficio, comunque, potrà essere lasciata così com’è, senza bisogno di riordinare ogni volta per far posto alle tazze della colazione…

Fabbricati rurali: proroga per la variazione catastale al 31 Marzo 2012

Per i fabbricati rurali le domande per il riconoscimento del requisito di ruralità vanno presentate entro il 31 marzo 2012.  Questo, dunque,  il nuovo termine per la variazione catastale delle costruzioni rurali iscritte nel catasto fabbricati in categorie diverse dalla A6 per le abitazioni e D10 per le costruzioni strumentali. La procedura è quella della presentazione dell’istanza con autocertificazione allegata, approvata con decreto del ministro dell’Economia del 14 settembre 2011.  
Il legislatore, con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, ha introdotto la lettera d-bis del comma 14 dell’articolo 13, con cui sono state abrogate le disposizioni di cui all’art. 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,  che prevedevano, per gli immobili rurali ad uso abitativo, l’attribuzione della categoria A/6 e, per gli immobili rurali ad uso strumentale, la categoria D/10, a seguito della presentazione di apposita domanda di variazione all’Agenzia del Territorio.
Il comma 14-bis del predetto articolo 13 del decreto legge n. 201 del 2011, introdotto dalla medesima legge di conversione, peraltro, ha espressamente fatto salvi gli effetti delle domande di variazione già presentate ai fini del riconoscimento della ruralità degli
immobili, stabilendo che le modalità per l’inserimento negli atti catastali della sussistenza del predetto requisito di ruralità siano definite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, fermo restando il classamento originario degli immobili
rurali. Con l’art. 29, comma 8, del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, in corso di conversione, recante “Proroga dei termini previsti da disposizioni legislative”, cosiddetto “mille proroghe”, è stato, inoltre, previsto che, in relazione al riconoscimento del citato requisito di ruralità, rimangono salvi gli effetti delle domande di variazione presentate anche dopo la scadenza dei termini originariamente previsti, purché entro e non oltre il 31 marzo 2012. Pertanto, in attesa della emanazione del richiamato decreto ministeriale attuativo,
possono essere utilizzati i modelli già approvati con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 14 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 220 del 21 settembre 2011, tenendo presente che le richieste avanzate non producono variazione di categoria negli atti del catasto, per la destinazione abitativa, fermo restando i relativi effetti ai fini del riconoscimento del carattere di ruralità dell’immobile. Per la presentazione delle suddette domande di variazione, l’Agenzia del Territorio ha reso disponibile nel proprio sito internet un’applicazione che consente la compilazione della domanda e la stampa della stessa con modalità informatiche, con l’attribuzione di uno specifico codice identificativo, a conferma dell’avvenuta acquisizione a sistema dei dati contenuti nella domanda di variazione. Il comunicato completo dell’ AdT è scaricabile qui.

Nuova proroga degli sfratti a Dicembre 2012

gennaio 3, 2012 6 commenti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge n. 216 del 29 dicembre 2011 recante la proroga dei termini previsti da disposizioni legislative al fine di garantire l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. Il provvedimento era stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 23 dicembre scorso.

Si va dalle assunzioni di personale alle verifiche sismiche, dalla politica estera alla sanità, dagli interventi a favore delle imprese alle attività di consulenza finanziaria, dagli alluvionati alle partite Iva inattive.

Per i proprietari di casa arriva una ulteriore proroga al blocco degli sfratti. Il nuovo termine è il 31 dicembre 2012. La norma riguarda particolari categorie sociali disagiate residenti nei comuni capoluoghi di provincia, nei comuni con essi confinanti con popolazione superiore a 10.000 abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa. La sospensione era stata gia’ introdotta fino al 30 giugno 2009, termine poi prorogato in attesa del Piano di edilizia abitativa previsto dal decreto legge 112 del 2008. Analoga proroga (al 31 dicembre 2011) era stata stabilita lo scorso gennaio dal precedente ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

(Fonte: Adnkronos-FASI)

In vendita la casa di “Colazione da Tiffany”

Chi non ha mai visto “Colazione da Tiffany?” Chi non conosce il segreto passato da cui cerca di sfuggire Miss Holly Golightly (interpretata, deliziosamente, da Audrey Hepburn) arrivando a New York? Comunque sia, non vogliamo svelare i retroscena del film, ma ci piace pensare che a volte, come in questo caso, sia la vita ad imitare l’arte e non viceversa. Infatti, il famoso edificio in arenaria sulla Upper East Side di Manhattan che è teatro delle vicende del film, è stato recentemente messo in vendita dal suo proprietario, Peter Bacanovic. Anche lui, come Miss Golightly, ha intenzione di rifarsi una vita altrove, lasciando il passato alle spalle e abbandonando la città dove ha avuto problemi legati a reati finanziari.
Il prezzo dell’operazione? 5 milioni e 850 mila dollari. Decisamente un flop immobiliare se pensiamo che nel 2000 lo stesso Bacanovic lo aveva acquistato per 6 milioni e 580 mila dollari…

Situato vicino a Lexington Avenue, l’immobile, in vendita presso il Corcoran Group è attualmente diviso in 2 appartamenti separati. Il primo, su due piani, ha un luminoso soggiorno con camino a legna, un bagno, una sala da pranzo anch’essa con camino e una cucina recentemente rinnovata con annessa lavanderia. Al piano superiore ci sono due camere da letto ciascuna con il proprio bagno, oltre ad una bella biblioteca.

L’appartamento al piano giardino, invece, ha un ingresso indipendente, un soggiorno con caminetto, un bagno, la cucina e una bella veranda con giardino.

Per i fan di “Colazione da Tiffany” è facile immaginare le scene del film e collegarle, mentalmente, all’appartamento di Manhattan che vi abbiamo appena descritto.. In realtà le riprese degli interni sono state interamente girate negli studi di Hollywood. Resta però l’icona di questo edificio, visibile in molte scene del film, che con la sua grazia si innesta perfettamente fra l’ironia e la satira leggera di questa commedia sentimentale, girata sullo sfondo di una New York “Eldorado” e simboleggiata dai bagliori e dai brillanti del lussuoso negozio di Tiffany incastonato nel titolo.

(Fonte:ZillowBlog)

Cos’è l’ IMU

Leggendo in rete, nei diversi forum e blog dedicati al real estate, ci siamo accorti che c’è ancora molta confusione rispetto all’IMU.  Noi ne abbiamo parlato qui, ma forse è più utile a tutti cercare di schematizzare quali sono le novità e come verranno applicate.

L’IMU è l’ Imposta Municipale Unica e:

  • entra in vigore a decorrere dal 2012 fino al 2014
  • riguarda i proprietari di immobili, i  titolari dei diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie sugli immobili
  • riguarda i fabbricati, i terreni, le aree fabbricabili, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.
  • sostituisce l’ Irpef (per gli immobili non locati) – L’ addizionale regionale Irpef (per gli immobili non locati) – L’ addizionale comunale Irpef (per gli immobili non locati) – L’ ICI .
  • Le Aliquote sono :  aliquota base dello 0,76% (7,6 per mille), che i Comuni possono aumentare o diminuire sino a 0,3 punti percentuali –  Aliquota dello 0,4% (4 per mille) per l’abitazione principale e  relative pertinenze  (al massimo una per ciascuna delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7),  che i Comuni possono aumentare o diminuire sino a 0,2 punti percentuali - 
    I Comuni possono ridurre l’aliquota base fino allo 0,4% (4 per mille) per gli immobili locati - 
    Per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, si ha diritto ad una detrazione pari a 200 euro nonché a un’ulteriore detrazione pari a 50 euro per ogni figlio, dimorante abitualmente e residente anagraficamente nella stessa, di età non superiore a 26  anni
    (fino ad un importo massimo aggiuntivo di 400 euro).
    I Comuni possono elevare la detrazione, fino a concorrenza  dell’ imposta dovuta.
  • La base imponibile è : la rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5% e moltiplicata per:  160 per i fabbricati del gruppo catastale A (esclusi gli A/10) e delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 –  140 per i fabbricati del gruppo catastale B e delle  categorie  catastali C/3, C/4 e C/5 - 80 per i fabbricati della categoria catastale A/10 e D/5 - 60 per i fabbricati del gruppo catastale D (esclusi i D/5) - 55 per i fabbricati della categoria catastale C/1
  • Quando si versa :  In due rate: 16 giugno e 16 dicembre (salvo diverse disposizioni comunali)

 

Su AppStore è disponibile un’applicazione per il calcolo dell’IMU. L’app permette l’inserimento e il salvataggio di più immobili, la stampa in pdf dei calcoli e l’invio tramite poste elettronica, l’inserimento in iCal delle scadenze di pagamento. Molte opzioni consentono all’utente di personalizzare il calcolo in base alla tipologia dell’immobile, alle aliquote fissate dal comune in cui si trova lo stabile, alla presenza di figli a carico, alla destinazione (prima e seconda casa).  La trovate qui al prezzo di 2,99 versione universale.

(Fonte: Confedilizia) 

 

Categories: Fisco&Tributi, Professione Immobiliare Etichette:

In arrivo la riforma del catasto

La sintesi di questa riforma potrebbe essere: via i vani, in arrivo i metri quadrati.

Nella Relazione sulla manovra, pubblicata nei giorni scorsi, il Tesoro aveva gia’ sottolineato come “le attuali rendite catastali, su cui si basa in larga parte la tassazione immobiliare, non sono piu’ congrue rispetto ai valori di mercato”  e  riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra il centro e le aree periferiche. La “revisione sugli estimi” portera’ alcune novita’, e tale rivalutazione potrebbe comportare un aumento di valore delle abitazioni (ai fini fiscali). Secondo alcuni dati citati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per le abitazioni il valore di mercato e’ ora pari in media a 3,73 volte la base imponibile ai fini Ici, calcolata sul totale delle abitazioni di proprieta’ delle persone fisiche; il medesimo rapporto, calcolato per i soli contribuenti Irpef, oscilla tra il 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 delle altre abitazioni”.   In pratica:  ”la distanza dal valore di mercato tende ad essere tanto maggiore quanto maggiore e’ il valore della ricchezza posseduta”.

Fonti governative si affrettano a dire che “La riforma sarà a costo zero”:   l’adeguamento dei valori base dovrebbe corrispondere una riduzione delle aliquote. Di diversa opinione è il Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani che replica :  ”Non può esistere una riforma del catasto a costo zero. Lo stesso documento del Tesoro si prefigge di rimediare a certe sperequazioni già esistenti”. Insomma, per qualcuno i costi aumenteranno, per altri diminuiranno.

Il provvedimento al vaglio dell’esecutivo dovrebbe arrivare fra breve proprio per consentire una reale applicazione prima della fine della legislatura. Il ministero dell’Economia si ripropone di fissare i cinque criteri che saranno utilizzati. Vediamo quali sono:

  • Prima di tutto verrà costituito un sistema catastale che racchiuda oltre alla rendita (cioè il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di gestione e manutenzione del bene) anche il valore patrimoniale, in modo da assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione.
  •  Verrà eseguita una rideterminazione nella classificazione dei beni immobiliari. Verrà dunque superato il sistema vigente per categorie e classi relative agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene (o il suo reddito) alle caratteristiche edilizie e alla localizzazione dello stesso.
  • Il “vano” come unità di misura per la consistenza ai fini fiscali verrà sostituito dalla “superificie” in mq. le abitazioni e gli uffici, il “vano” come unità di misura della consistenza a fini fiscali verrà sostituito con la “superficie” espressa in metri quadrati.
  • Ci sarà poi anche un riqualificazione nei metodi di stima diretta per gli immobili speciali.  Continua a leggere…
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